rapsodia

mymovies.
rapsodo: da saldare + canto.  Recitatore o cantore, nell’antica Grecia, di componimenti poetici  sia proprî sia di altri autori, aedo è il nome più antico.   
rapsodia: componimento musicale moderno fortemente discontinuo.

tulipano

tulipa: dal turco  tülbend, che significa copricapo, turbante, per la forma che il fiore sembra rappresentare. 
Questo fiore ebbe una grande popolarità in Turchia nel XVI secolo durante il regno di Solimano il Magnifico, che lo volle sviluppare in numerose varietà ed impiantare ovunque.
Importato in Europa nel 1554 dall’ambasciatore belga Ogier Ghislain de Busbecq.  La coltivazione in modo estensivo nei Paesi Bassi iniziò intorno al 1593.

bitcoin come la bolla dei tulipani. nel 1636.

cinetica - cinema

- Calder qui
cinetica: dal greco κίνημα = movimento - arte cinetica arte  - qui -

cinema: dal greco κίνημα = movimento 

Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. Ennio Flaiano

squalo - squama - squallido

qui - qui
squalo:  dal latino squalus = ruvido, aspro, dalla sua pelle scabra utilizzata in passato come abrasivo per levigare ebano, avorio col nome di zigrino, da cui
squama,  squamoso.
Dal sanscrito kal-a, col significato di nero, tenebroso, brutto da cui anche
squallido.
In germanico veniva indicato come schurke, ovvero vile, cattivo, aggressivo, e da cui deriverebbe il termine inglese shark.
Per la loro aggressività, intorno al XVII secolo cominciò a comparire anche il termine "pescecane".

La pelle di zigrino

 scabro - scabroso dal lat. scaber -bra -brum = ruvido, der. di scabĕre = grattare  

galea- galera

qui - qui - qui
galera o galea, (nave) dal greco γαλέoς  (galeos), squalo.

galeotto: criminale condannato al remo di una galera o galea.

"Allor che ben conobbe il galeotto" Pur.2-27-, angelo nocchiero che guidava le anime al purgatorio.

Galeotto (in francese Galehaut) è un personaggio di vari romanzi appartenenti al ciclo arturiano, favorì l'amore fra Lancillotto e Ginevra, da qui  "Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse" .  Inf. V-137
manscritto del 1400
γαλέρες; lavori forzati

mal di mare

- qui - qui -


nausea: dal latino nausea,  dal greco nausìa = mal di mare, da nàus = nave.









hippos: battello da pesca
con figura di cavallo a prua


cavallo di troia = nave?

turchese

qui - 
turchese: dal francese turqueise, o turquoise = pietra turca, anche in turco = turkuaz


Plinio la chiama callaina (dal greco καλλαλιτηος, bella pietra). Usato dagli egiziani, dai maya, dagl' incas, dai romani (busto di Tiberio o Augusto- Uffizzi)

testo - esordire

testo: dal latino textus = tessuto o trama, der. del part. pass. textus di texere = tessere.

"tacendo, si mostrò spedita
l'anima santa di metter la trama
in quella tela ch'io le porsi ordita." Par.XVII (100-102)


ordireesordire= cominciare a tessere.

La trama è l'insieme di fili (orizzontali) che con quelli dell'ordito (verticali) concorrono nel formare un tessuto.

laurea

laurea: dal latino laurea,  da laurus =  alloro, corona d’alloro con cui si cingeva la fronte degli imperatori o dei poeti.

E di te sempre si orneranno,
o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra;
e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante
intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei.
Metamorfosi (I, 557-560)

egregio

egregio: dal latino egregius, ex (fuori) + grex (gregge)  = fuori dal gregge, che si contraddistingue.

vir egregius era titolo dei funzionarî romani dell’ordine equestre. Dal II sec. d.C. si stabilì una gerarchia delle cariche equestri, secondo gli stipendi e l’importanza, alle quali spettavano i titoli di vir eminentissimus, perfectissimus, egregius, splendidus. 

metafora

qui
metafora: dal greco metaphorá = trasporto, trasferimento.

vaccinare

vaccino: da vacca, in origine, il termine designava il vaiolo dei bovini (o vaiolo vaccino).  Venne coniato dal medico britannico Edward Jenner, che nel 1796 lo utilizzò la prima volta per indicare il materiale ottenuto dalle pustole di bovini ammalati di vaiolo vaccino.

stilo - stile

stilo: strumento scrittorio per eccellenza degli antichi Romani, costituito di un’asticella di osso, metallo o legno, appuntita da una parte per scrivere e piatta dall’altra per cancellare e spalmare di nuovo la cera sulla tavoletta impugnabile o pugillares, così da potervi riscrivere. In alcuni scrittori latini la parola era già adoperata in senso traslato, per indicare il modo dell’espressione letteraria, lo stile.

affresco romano, donna con stilo e  pugillares
stilografica - calligrafia -


Noi siàn le triste penne isbigotite,
le cesoiuzze e ’l coltellin dolente,
ch’avemo scritte dolorosamente
quelle parole che vo’ avete udite ...
Cavalcanti (1258-1300)

C’è chi si preoccupa per me,
che nulla teme più che io ceda ad un letto ignoto.
Sulpicia

Io non vorrei affidare parola a tavolette sigillate,  
per il timore che qualcuno le legga prima del mio  amato...
Sulpicia ( I sec. a.c.)

Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m' ha fatto onore. Inf. I, 85-87

tegola - toga

tegola della domus di Gaudenzio
 sul Celio

tegola: dal latino tegere = coprire. - qui-


toga: dal latino tego = copro.